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Whirlpool Varese-Benetton Treviso 77-85
Treviso vince tra le polemiche

Pubblicato da: Giovannimatteo Tuzzi on 25th February 2007

VARESE.Finisce 77-85 per Treviso, con gli arbitri che devono lasciare il palazzetto scortati e con 5000 persone furibonde.

Ci sono quelle serate che non puoi dimenticare, ce ne sono altre che devi per forza dimenticare. Ieri sera a Varese è veramente successo di tutto;una serata da dividere per forza in due parti: la prima, che comprende i primi due quarti, in cui la Benetton ha letteralmente asfaltato la Whirlpool, cogliendo il massimo vantaggio, +20 (25-45) proprio sulla sirena di fine secondo quarto; e un’altra partita nelle altre due frazioni di gioco, in cui la parte di protagonisti è passata nelle mani, anzi nei fischietti della terna arbitrale, che ne hanno combinate di ogni.



Hafnar
Hafnar (da pallacanestrovarese.it)
I primi due quarti di partita sono un monologo trevigiano, con gli esterni, in particolare Soragna, che bruciano sistematicamente la retina da tre punti, con i lunghi Goree, Nelson e Gigli, che imperversano nell’area biancorossa, con una voglia di vincere e mentalità palesemente diverse.
Una differenza di gioco e concentrazione che forse il + 20 al 20’, non rispecchia totalmente: Magnano cerca di ricavare qualcosa cambiando zona nel secondo quarto, con una 2-3 che è veramente un suicidio, per il basket, per il pubblico e per la stessa Varese, che non riuscirà più a rimontare uno svantaggio, veramente incolmabile.
Il quintetto varesino è quello di sempre, con Keys, Carter, Holland, Galanda e Howell, a cui risponde Blatt mandano in campo Zizis, Lyday, Soragna, Gigli e Goree.
Ma la testa dei varesini è da un’altra parte che, evidentemente succubi della pressione e dalle aspettative di questa fondamentale partita, giocano senza determinazione, senza grinta, senza quel furore che servirebbe in quantità per contrastare una corazzata come la Benetton; Treviso che, dal canto suo, sbaglia poco o niente: tanti ottimi tiri piedi a terra, buona circolazione della palla e percentuali mostruose dall’arco, fanno sì che prenda il largo.
E proprio la zona 2-3 di Magnano e il voler insistere con un quintetto che non produceva niente di buon, aiutano la Benetton a volare e a scherzare con la difesa varesina, mentre in difesa si diverte a guardare i pasticci di cinque giocatori in maglia biancorossa, che non sanno più cosa fare.



Sotto di 20, si diceva, arriva finalmente la sirena dell’intervallo lungo, che mette fine a un primo tempo imbarazzante, tanto che da tutto il pubblico fischia e sbraita mentre i giocatori della Whirlpool escono dal parquet, a testa più che bassa.
Magnano striglia i suoi negli spogliatoi che danno quantomeno l’impressione di non voler mollare; Keys, il più criticato in questi giorni, capisce che è ora di togliersi di dosso i panni dell’operaio e di diventare condottiero: Billy firma 15 punti in fila, scuote il pubblico, cerca di incitare la squadra e devasta in due la difesa di Treviso: risultato – 15 Varese a 23” dalla sirena di fine terzo quarto; ultima azione con ancora Keys, che passa in mezzo a Goree e Zizis e scarica nell’angolo per la tripla di De Pol, che fa esplodere un po’ in tutti la voglia di crederci e di sperare.
Ma evidentemente non si era fatto i conti con Laconica, che stoppa la rimonta varesina sul 53-62 e sul ben più importante 71-77, fischiando nel mezzo un antisportivo a De Pol, risultato: pubblico infuriato, Chiapparo che deve trattenere dei tifosi che vogliono la testa degli arbitri, Castiglioni che grida alla terna: “Cosa aspettate a buttarmi fuori? Cosa aspettate?”.
Se vogliamo rendere più piccante il piatto aggiungiamoci che Magnano, in evidente stato confusionale, toglie un carichissimo Keys, per inserire Capin e dà troppi minuti ad un Holland veramente irriconoscibile.



Forse bisogna imparare a togliere le briglie a dei giocatori come Holland, Carter, Keys, a cui piace giocare in campo aperto, piace correre: si ha l’impressione che il loro valore venga un po’ rinchiuso in una sfera che non porterà mai risultati; perché se il vero Keys è quello di ieri sera, dove finalmente ha avuto più libertà e più spazio per la sua inventiva, in cui ha dimostrato finalmente che può far male con le sue penetrazioni e scarichi, allora vien da chiedersi il perché lo si debba costringere a giocare in un certo modo.
Viene da chiedersi perché insistere con una zona che portava solo sventure, con delle crepe assurde, di cui si sono accorti tutti tranne che lui, l’Entrenador, il Rùben.
Viene da chiedersi perché la squadra è entrata così molle in campo, perché senta così tanto la pressione.
Tutte queste domande se le dovrà porre anche il senõr Magnano, perché buttare un’altra stagione così non è possibile e tanto meno sostenibile; deve partire il riscatto, basta dichiarazioni e annunci trionfalistici durante la settimana: tutti a lavorare e a sudare, perché solo così si ricomincia vincere e a sdebitarsi con un pubblico che, anche ieri sera, ha dimostrare di non avere eguali, per passione, tifo e attaccamento ai colori.
Un ultimo pensiero va alla Benetton, davvero una grande squadra, che sa vincere in condizioni e parquet difficili, contro tutto e tutti, e va dato atto anche dei meriti di un bravo allenatore, Blatt che, con le sue difese miste ed una coerente gestione delle rotazioni, ha dimostrato di aver vinto anche la personale sfida con Magnano.



Keys
Keys (da pallacanestrovarese.it)
Le pagelle...
Howell: 4 Un fantasma che girovaga per il campo;vuoto di ogni carica agonistica, grinta e determinazione, concentrazione.
Capin: 5 Il pubblico urla a gran voce di sveltire le operazioni nel finale, lui combina pasticci, ma non va neanche così malaccio come alcuni suoi colleghi.
Hafnar: 6 Il soldatino ringhia in difesa, ma è inconcludente in attacco, ma è uno degli ultimi a mollare. Generoso.
Keys: 8: e scusate se è poco. Billy gioca una partita tutto cuore; quando vede che nel terzo quarto ogni tipo di schema è saltato, prende in mano le redini della squadra e la guida fino al –8. Quando gioca a briglie sciolte è un altro play, sostituito nel suo momento di maggior vena, il coach fa autogol, anzi autocanestro. Eroico.
Holland: 4 Ecco un altro fantasma. Non è lui che ha giocato ieri sera. Apatico, privo di inventiva, non entra mai nel match. Sarà stato anche carnevale, ma non è stato proprio un bello scherzo. Anonimo
Carter: 5 Segna 8 punti in un amen nel primo quarto, dopo si spegne con tutto il gruppo, per poi non risvegliarsi mai.
Galanda: 5 Cerca col cuore di riportare sotto i suoi, ma è nervoso, si vede; sotto-tutelato dagli arbitri, esce per cinque falli con una faccia molto, molto arrabbiata.
De Pol: 5,5 Lotta il capitano, infila la tripla sulla sirena del terzo quarto, che vale il –12, ma perde 2-3 palloni in attacco che bruciano ancora adesso.
Fernandez: 5,5 il gaucho fa a sportellate con Goree tutta la partita, ma commette anche lui errori imperdonabili di concentrazione e in difesa, soprattutto nel taglia-fuori.
Magnano: 4: dispiace ma stavolta ha sbagliato tutto. Dalla preparazione alla partita alla gestione delle rotazioni, dalla scompigliata difesa a zona alla mentalità di squadra. Il mea culpa è d’obbligo certe volte, ma ormai non si possono più commettere certi errori: Rùben, rifletta un po’.
Terna arbitrale: 3 Errori da circo o da serie D, c’è di tutto ieri sera nel loro repertorio; Lamonica continua nella personale sfida con pubblico di Varese, dopo deve uscire con la scorta; un arbitraggio indecente, indegno di una partita di serie A, così importante per il destino di entrambe le squadre.





Parole chiave: Basket , Varese , Legabasket , Benetton , Treviso , Matteo Soragna , Marcus Goree , Nikos Zisis , Whirlpool , Delonte Holland , Giacomo Galanda , cronache legabasket , 2006-2007 , 25 febbraio 2007




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