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Legea Scafati-Scavolini Pesaro 92-75
Cronaca, pagelle e interviste della splendida vittoria scafatese

Pubblicato da: Giuseppe D'Aniello, Luigi Iovino on 30th September 2007

legea
Il gruppo della Legea (da quipalamangano.it)
Scafati.Non poteva esserci esordio più felice per questa nuova Legea Scafati che brinda il suo debutto stagionale con una più che convincente vittoria. Spettacolo e show a Scafati. Partita da dividere in due frangenti: primi 15 minuti di equilibrio e sottomissione, poi l’orgoglio che vien fuori e porta gli scafatesi a dominare in lungo e largo. Pubblico delle grandi occasioni, PalaMangano gremito in ogni ordine di pubblico accorso numeroso per applaudire una squadra che prospetta sicuramente divertimento. Ma andiamo con ordine.


La cronaca.General Teoman Alibegovic decide di partire con Spinelli in cabina di regia, coadiuvato dal duo Hatten e Datome, sotto le plance a sgomitare il tandem Salvi-Killingsworth.
Dal canto suo, coach Sacripanti decide di partire con Hicks, Myers, Clark, Pasco e Slay, uno starting five di indiscusso valore e indubbiamente di prima fascia.
I primi minuti si giocano sul filo dell’equilibrio, Scafati trova in attacco un ispiratissimo Marco Killingsworth, trovato in serata di grazia e servito alla perfezione dai proprio compagni. Le plance sono sua proprietà privata e Slay è ben presto messo alla frusta. In fase difensiva, Scafati è tutt’altro che ottima. Un subentrato Samuele Podestà inizia a salire in cattedra e, spesso lasciato in perfetta solitudine, permette ai suoi di risalire la china e portarsi col muso avanti.
Scafati cambia molto, ricorre spesso alla panca e in soli 10 minuti, Alibegovic manda in campo 11 diversi giocatori. Questo dovrebbe produrre una fase difensiva più curata e dettagliata ma almeno per i primi 7 minuti non si può parlare di ciò. Tarver, subentrato dalla panca, sembra dare ai suoi maggiore smalto e maggior determinazione. E’ proprio l’ultimo acquisto scafatese in ordine di tempo l’uomo della svolta e del parziale recupero. Mentre Clark e Podestà rompono la difesa scafatese come fosse burro, Tarver prova con una mano soffice a ristabilire i valori. La prima frazione di gioco termina sul punteggio di 21-27 per gli ospiti pesaresi.
Rientrati in campo, la musica non sembra cambiare. Romero continua a sbagliare e, limitato dai problemi fisici che non gli hanno permesso di allenarsi in settimana, viene fatto accomodare gentilmente in panca. Pesaro non sta certamente a guardare e puntando sui suoi fiori all’occhiello arriva al massimo vantaggio(+ 10 al 8’). Fultz guarda il canestro come se fosse una vasca da bagno e continua a perforare la retina scafatese. Minuto dopo minuto, i lunghi scafatesi diventano sempre più piccini fino ad essere ridotti alla minima potenza dagli indiavolati Pasco e Slay.
E appunto quest’ultimo a guidare i suoi suonando la carica. Un centro dai 6.25 unito ad una caterva di rimbalzi conquistati fanno da buon preludio a quanto seguirà.
Scafati ha però una botta di vita e con Spinelli e Salvi risale e si mantiene sul -9.
La fase offensiva non rappresenta un problema per gli scafatesi che, seppur tra qualche difficoltà, riescono, spesso anche forzando, a trovare la via del canestro grazie alle incredibili verve realizzative dei suoi effettivi. Ma quello che preoccupa è la fase difensiva. Non si possono prendere canestri su una rimessa dall’altra parte del campo che va ad imbeccare un Pasco in perfetta solitudine. Le disattenzioni difensive si pagano ad alto costo.
Spinelli rende la manovra scafafese più viva e frizzantina. A rendere lo champagne canarino più gustoso e dolce sono le mani soffici di Marcus Hatten che unito ad un vivacissimo e tarantatolato Spinelli permette di raggiungere il -2.
Pesaro è imbambolata, il PalaMangano è un bunker e ora diventa tutto difficile per la Sacripanti Band. E’ Spinelli il faro scafatese che abbaglia con i suoi raggi i tramortiti marchigiani. Detto, fatto. La rimonta è ultimata. Scafati chiude la seconda frazione di gioco in vantaggio di una lunghezza(45-44 al 20’).
Tornati dagli spogliatoi, la sinfonia ascoltata è tutta sulle note scafatesi. I compositori e gli autori di questa canzone che meriterebbe il premio al Festival di Lega vestono tutti le canotte gialloblù e regalano ai suoi ascoltatori emozioni difficili da dimenticare.
Bastano soli 6 primi a Scafati per farsi amare da un pubblico che diventa in visibilio. Spinelli unito a dei mastodontici Hatten e Tarver danno il là alle danze, e che danze. Pesaro non segna più, le bocche di fuoco marchigiane perdono tutte le loro qualità e sono bastonate dai leoni scafatesi.
Tarver è una tigre feroce che azzanna e morde tutti coloro che non vestono una canotta simile alla sua. E’ dovunque, si butta con ferocia su ogni pallone e simboleggia il giusto emblema della grinta e del cuore che andrebbe messo sempre in campo. Scafati inizia a dilagare e ad incantare il proprio pubblico. Applausi a scena aperta per i gialloblù che associano ad una concretezza di base anche quella buona dose di spettacolarità, tanto gradita dal palazzo scafatese.
Hatten è una furia, ne mette 11 solo nella terza frazione di gioco. Il tutto risulta chiaro e di facile comprensione. Scafati si porta sul +18 mentre Pesaro si affida agli sporadici inserimenti di Hicks e Fultz.
Si chiude su questa linea la terza frazione di gioco. Scafati a guidare e Pesaro nel ruolo di comparsa. 72-56 alla terza sirena.
Rientrati in campo, Scafati continua a sorprendere e regalare emozioni. Alibegovic ruota con intelligenza e maestria i suoi uomini sfruttando al meglio ogni suo effettivo.
Lauwers dai 6.25 è indemoniato. Continua a realizzare e a far esplodere il PalaMangano. S.O.S. date un calmante a questo giocatore. Non può continuare così, ne va della salute fisica dei pesaresi.
Pesaro non è ha più nelle gambe e alza prematuramente bandiera bianca ammettendo con onestà la netta supremazia scafatese. Scafati in difesa è attentissima, ruota su ogni cambiamento offensivo delle Vuelle e recupera palloni su palloni. Arsenio Lupin ha già rivendicato i diritti.
A 7’ dalla fine è già garbage time, è già tempo di guardare e aggiustare le statistiche. Il resto è fatto.
La partita ha già una sua chiara sentenza. Scafati batte Pesaro nel migliore dei modi.
92-75 il punteggio finale.



Il tabellino.Legea Scafati: 92
Scavolini Pesaro: 75

Legea Scafati: Hatten 17. Cantone, Salvi 11, Demirel 2, Tarver 15, Spinelli 15, Lauwers 11, Datome, Romero 7, Andersen, Killingsworth 14. Coach: Alibegovic

Scavolini Pesaro: Pasco 7, Zukauskas 2, Slay 11, Brokenborough 1, Laudani, Fultz 8, Myers 2, Hicks 18, Clark 11, Gay, Podestà 15, Bei. Coach: Sacripanti



Le interviste.Dopo la schiacciante vittoria contro la Scavolini Pesaro, il coach scafatese Teoman Alibegovic ci dice: "Innanzitutto ringrazio i miei ragazzi che hanno dato il massimo sfruttando tutte le loro risorse. L’inizio non mi è molto piaciuto, andavamo morbidi sulla palla poi in seguito facendo pressione a tutto campo siamo riusciti anche a mettere a segno qualche canestro facile. Il risultato non è del tutto veritiero, poiché la Scavolini a un certo punto si è disunita e noi ne abbiamo approfittato per infliggere il colpo finale, però, loro hanno tutte le carte in regola per fare bene in campionato e sono sicuro che si rifaranno già alla prossima partita. I ragazzi hanno lottato su ogni pallone, ne sono prova i numerosi recuperi anche sul +20. La vittoria è arrivata anche grazie all’apporto del neo acquisto Tarver. Io lo avevo visto solo in cassetta e quindi avevo deciso di tesserarlo solo se mi fosse piaciuto in allenamento. E’ dotato di ottime qualità e di una forza sovraumana, infatti, dopo i primi allenamenti decisi subito di tesserarlo e credo che questa mia decisione è stata ripagata da lui nel migliore dei modi. Burocraticamente è stato davvero difficile tesserarlo ma per fortuna ci siamo riusciti.Andersen non è sceso in campo per scelta tattica, in quel momento non avevamo bisogno di un giocatore da area come lui, lo stesso Datome è stato utilizzato poco sempre per scelta tattica, infatti, non era molto adatto a marcare un giocatore veloce come Hicks.". Con toni più pacati anche il coach pesarese Pino Sacripanti ci fa la sua analisi della partita: "I miei ragazzi hanno giocato un buon primo quarto mettendo molta pressione in campo, ma quando sono stati gli avversari a mettererci molta pressione non siamo stati in grado di controllarli e siamo crollati. E’ stata micidiale la loro pressione nel terzo quarto nel quale abbiamo perso undici palloni che ci sono costati caro. Siamo all’inizio del campionato e quindi possiamo avere molte scusanti, però, dato che i punti in palio sono sempre due già dalla prossima dobbiamo cercare di fare bottino pieno e di migliorare dal punto di vista tecnico e tattico. I miei ragazzi dovranno dare il massimo per giocare sempre uniti e non disunirsi come hanno fatto dal terzo quarto in poi.".


Pagelle.Marcus Hatten: Dimostra a tutti di che pasta è fatto, non ha paura di nulla e a fine terzo quarto mette a segno una stoppata che smonta davvero gli avversari. Lotta su ogni pallone e sforna assist e penetrazioni davvero pregevoli, voto 7+
Carlo Cantone: s.v.
Joel Salvi: Guerriero. Con 4/4 dal campo dimostra di essere in serata, con 5 rimbalzi corona una davvero ottima prestazione, voto 7-.
Demirel Mithat: Gioca 13 minuti, la sua minore affinità con il resto della squadra si nota anche se comunque mostra ai suoi tifosi buone cose, voto 6.
Derrick Tarver: Leone. Lotta su ogni pallone come un forsennato, gioca con grinta per tutta la sua permanenza in campo. Dimostra di avere un ottimo tiro segnando anche in situazioni poco agevoli, voto 7+.
Valerio Spinelli: MVP della partita. Sul -10 per i suoi con delle giocate da autentico campione da la scossa alla sua squadra per pareggiare e passare in vantaggio, voto 7,5.
Dimitri Lauwers: 16 minuti di tutta sostanza, con 11 punti e 3 assist dimostra di aver recuperato dall’infortunio, voto 6,5.
Luigi Datome: gioca solo 5 minuti e di conseguenza non è giudicabile.
Hector Romero: Inizio un po’ sottotono, si rimette in carreggiata conquistando 8 rimbalzi decisivi per il sorpasso nel terzo quarto, voto 6,5.
Michael Andersen: s.v.
Marco Killingsworth: Non preciso come le altre volte ma comunque mette a segno 14 punti coronati da 8 rimbalzi, voto 6,5.
Silvio Gigena: come Datome gioca povo, s.v.





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