Il pagellone dell'Europeo
Analisi sugli azzurri
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Marco Belinelli: prima punta (15.5) di media, va a sprazzi. Dopo la selezione nel draft si pensava ad un giocatore maturato, magari voglioso di completarsi. Invece no, il giocatore è quello di sempre: in attacco forza, sbaglia, segna, fa spettacolo; in difesa è nullo. Oggi è un attaccante, speriamo tutti possa diventare un giocatore. Il voto è alzato dalla ottima partita con la Germania (oltretutto acciaccato) e dallo schiaccione con la Turchia. 6,5
Gianluca Basile: aveva minacciato di lasciare la nazionale dopo i beffardi tiri liberi che ci costarono il mondiale. Gli è stata fatta cambiare idea e il c.t. gli ha dato fiducia ancora una volta. Il fisico non è più quello di una volta. I tiri ignoranti (parecchi) non sono entrati. In questi casi dannoso. Grazie Baso ma avanti il prossimo. 4
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| (da eurobasket2007.org) |
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Stefano Mancinelli: gli viene concesso pochissimo tempo in campo (neanche 9’ a partita). Lui raggranella qualche punto con movimenti consolidati in gancio cielo e tira giù qualche carambola. In difesa si sbatte ma le statistiche sono impietose (38% da 2, 16% da 3). Coraggio Mancio, si può fare di meglio. 5,5
Matteo Soragna: parte in tromba il capitano ideale di questa squadra e sembra di aver ritrovato il giocatore dei mondiali, quando la magia finisce e ci si sveglia, chiedendosi dove sia stato quando la qualificazione era in bilico. 5
Denis Marconato: gli anni passano per tutti ma almeno ci prova. A volte sembra svagato ma è il ruolo e la stazza che pesano sempre di più sul povero Denis. Acuto contro la Lituania, segna una bomba ed è protagonista, ma le partite le devono vincere gli altri. 6-
Marco Mordente: stesso discorso che vale per Soragna. Da uno come lui ci si aspetta sempre un poco di grinta in più. 5,5
Andrea Bargnani: il casus belli della nazionale, il mago, la prima scelta assoluta NBA. Non è Nowitzki e lo si vede. Forza, cerca tiri da fuori impensabili a livello FIBA, si sposta in post e commette disastri alternati a sparuti canestri più di forza che tecnici. Il tiro da 3 va a intermittenza (37%) ma in difesa è un penare continuo. Nei momenti importanti contro la Turchia e la Germania infila una tripla in ognuno dei due match, ma manca sempre quando affondare il colpo. Troppa pressione? Forse. 6-
Andrea Crosariol: vede poco il parquet grazie al rendimento dei mezzi lunghi come Gigli sopra l’ordinario. Ingoia il rospo e quando viene chiamato ci mette agonismo, contro la Turchia fa vedere qualche bel movimento. Non è un 4, gli serve un play d’ordine per metterlo in ritmo e giocare sugli scarichi. Esiste un giocatore così nella nazionale? No. s.v.
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Massimo Bulleri: Massimo è quello che non ti aspetti in questo europeo. Aggressivo, concentrato, scova ottimi pertugi per i compagni (smazza 4 assist a gara) e trova spesso il canestro in entrata. Cala alla distanza ma rimane positivo, anche se essere praticamente l’unico play lo manda in tilt in alcune situazioni. Incoraggiante per ridarci un giocatore che alcuni davano già per perduto. 6,5
Fabio Di Bella: non ci siamo. I minuti sono quelli che sono ma non lo avremmo voluto di più. Dibo non è quello degli ottimi mondiali giapponesi, ha problemi con la sua società (apparenti?) e una schiena malandata. La grinta non manca ma quel quid in più che sembrava possedere in precedenza non c’è e si vede. Mezzo voto in più per la faccia tosta. 4,5
Luigi Datome: nel gruppone per fargli respirare l’aria della competizione, 6’ totali con 2 rimbalzi. Preparati per la prossima stagione Gigi, ti vogliamo cresciuto. s.v.
Angelo Gigli: dulcis in fundo. Che sia la volta buona per lui? Accreditato un paio di anni orsono come il miglior prospetto italiano assieme ai B n’ B, si stava perdendo nei meandri del campionato italiano, svolgendo il compitino in nazionale, senza mai migliorare. Questi mondiali giocati a viso aperto, combattendo, correndo, saltando, segnando da 3, difendendo su lunghi molto temibili deve servirgli a maturare definitivamente, compiendo il definitivo salto di qualità ad alti livelli. 7
Il Coach, Charlie Recalcati: sicuramente ci teneva, glielo si leggeva negli occhi, sicuramente le defezioni dell’ultimo minuto di Rocca, Galanda e Gallinari gli hanno rimescolato le carte in tavola, sicuramente doveva aspettarsi di più da alcuni dei suoi, ma se questa squadra non ha un gioco d’attacco in pratica le colpe si addossano su di lui. Quasi assenza del pick and roll, tiri da 3 punti improvvisati e frequenti usando il solo schema dell’uscita di Belinelli dai blocchi. Ha lasciato a casa giocatori non fenomenali ma almeno utili nella battaglia sotto-canestro per portare Datome in gita premio (premio poi per cosa? Per l’anagrafe?) come Garri e Fantoni. Siamo fuori, dovranno cambiare molti giocatori, serve anche cambiare il timone? 5
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